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Asolo, città dei cento orizzonti

città di Asolo e colli asolani - i cento orizzonti

Asolo, Rocca di Asolo o Rocca Braida

Una muraglia nuda, inacessibile. Una sola porticina d'ingresso.
Un'ellisse compatta, ma spaventosamente vuota all'interno.
Un panorama da restare stupefatti.

La millenaria Rocca di Asolo, sorniona, ancora interroga...
Sulla cima appuntita del monte Ricco, a 313 metri di quota, si domina un vastissimo tratto della grande pianura tra i bacini del Piave e del Brenta e, a nord, la Val Cavasia verso il monte Grappa.

Fin dai tempi preistorici questo era luogo importante. Ai suoi piedi si distendeva il sentiero pedemontano che fu la principale 'autostrada' paleoveneta ed ogni cocuzzolo di colle era attrezzato con un castelliere.

Il colle fu importante per i romani che sulla sua direttrice tracciarono una importante strada da Padova, la via Aurelia, che intersecava la grande centuriazione tra Camposampiero, Castelfranco, Noale e la Postumia. Terre fertilissime di quella che era già allora l'area più ricca dell'impero.
Il primo documento certo riguardante il monte Ricco ed il villaggio di Braida è del VI secolo e parla di una cappella votiva paleocristiana della quale sono state trovate tracce all'interno della fortezza.

Durante le ondate barbariche sul cocuzzolo esisteva un piccolo villaggio, probabilmente protetto da rudimentali mura fatte di palizzate e muretti a secco. Sicuramente fu soggetto a distruzioni, come per moltissimi altri siti fortificati e veri e propri castelli che punteggiavano i colli attorno.
I barbari non solo distrussero, anche ricostruirono. E' longobarda la denominazione di Braida (o Bragida) ad indicare quel luogo 'selvaggio e boscoso'. Da quel borgo inizia una storia secolare che rifortifica la cima del monte e lo contrappone alla sottostante cittadina di Asolo.

Nel 1251 Ezzelino III da Romano occupa i due villaggi e mette tutti d'accordo, oltre a migliorare il sistema fortificato dei due siti.
Quindi gli Scaligeri e poi i Carraresi, padovani, che nel XIV secolo provvedono a fortificare la cima del colle con quella spaventosa Rocca, come ancora la vediamo. Testimonianza lo stemma del carro sulla porticina d'ingresso. Contemporaneamente completano la cinta muraria che unisce la Rocca al grande castello di Asolo. Il piccolo borgo di Braida perde d'importanza civile a favore della imprendibile 'macchina' militare e la vita civile si sviluppa all'interno della cinta muraria ad Asolo, luogo più adatto alla vita artigiana.

Infine l'intero complesso fortificato, costituito dalla Rocca, dal Castello (poi detto della Regina Cornaro) e dalla città murata, passa (1388) alla lunga dominazione veneziana. L'ultimo episodio che coinvolse, con inevitabile assedio, la fortezza si registra nel 1510. Superati i tempi di 'pace guerreggiata' la stazione militare perde via via di importanza strategica e viene perfino sfruttata come lazzaretto durante le continue pestilenze del cinquecento, per finire la sua storia con la messa in disarmo nel 1650 quando Venezia tentò perfino di venderla ad un privato.

Per Asolo questo è motivo della vivace esplosione delle attività commerciali, artigianali, civili e culturali. Per la Rocca inizia un lungo periodo di totale abbandono. Per l'imponente ellisse, alta 15 metri, spessa 3 metri e mezzo, lunga quasi 60 metri e larga 27 sono tempi di silenzi, di erbacce, di alberi infestanti, superati brillantemente e sornionamente, ma sempre nel cuore e negli occhi della popolazione cittadina.

E' del 1994 il restauro che restituisce ai visitatori l'immenso fascino di questo luogo assolato e ventoso, isolato ma al tempo stesso dominatore opprimente della cittadina, che dalla sommità del cammino di ronda offre panorami da lasciare stupefatti.
Osservatorio prediletto per capire i cento orizzonti di Asolo.
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Asolo, Rocca di Asolo o Rocca Braida


La Rocca è visitabile tutti i sabati, le domeniche ed i giorni festivi.
Ingresso a pagamento.

La si raggiunge a piedi dal centro di Asolo, uscendo per la porticina sulle mura in alto sopra la piazza e percorrendo un bellissimo sentiero a gradini fino alla selletta, quindi ancora un tratto di ripido sentierino verso destra.