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San Martino Lupari

Villa del Conte - Borghetto di San Martino di Lupari

Oratorio di San Massimo - X secolo
Villa del Conte - Borghetto di San Martino di Lupari (Padova)

Dedicato a San Massimo di Cittanova d'Istria, martire del IV secolo e non a San Massimo di Padova come si era erroneamente ritenuto in passato.
La struttura attuale della piccola chiesa risale sicuramente al X secolo, ma è probabilissimo che sia stata restaurata o riedificata su resti di edifici precedenti, forse addirittura di un tempio pagano come potrebbe testimoniare la pietra d'altare.
La facciata è stata restaurata e parzialmente modificata nel 1700 nel tipico stile neoclassico, ma già nel 'cinquecento l'oratorio era stato parzialmente riedificato, causa il grave stato di incuria, ed allungato. E' presente lo stemma dell'Abate Furietti. L'abside interna è affrescata con un interessante Cristo benedicente e gli Evangelisti Marco e Giovanni.
L'interno, visitabile preferibilmente con il custode, è organizzato anche come piccolissimo museo con numerosi reperti lapidei, rinvenuti nei dintorni, di origine romana e longobarda.
Interessanti due reperti scoperti negli anni '70, noti come 'Agnello Crucigero' e 'Agnello Orante' Bizantino-Longobardi - VII secolo - riferibili ad un culto 'Ariano' ispirato allo 'Scisma dei Tre Capitoli' capeggiato da Aquileja e che lacerò per molti secoli il mondo cristiano gravitante nell'area veneziana.
Infatti, l'oratorio è stato probabilmente vincolato a Sant'Eufemia di Villanova - attuale Abbazia Pisani, sempre in Comune di Villa del Conte - e questo giustificherebbe la dedica al Santo e rappresenterebbe il tentativo di riunificazione tra la chiesa romana ed il culto ariano-longobardo.
I reperti testimoniano la frequentazione romana, e forse anche preromana come nelle non lontane Motte di San Martino di Lupari, dovuta alla presenza di risorgive e alla fertilità della campagna. L'area è anche ai limiti delle due vaste centuriazioni romane, quella del Cittadellese (sul cardine della Postumia) e quella del Noalese.

Le vicende storiche del manufatto divengono certe a partire dall' XI secolo quando passa (a.D. 1085) alla dirette dipendenze della grande Abbazia Benedettina di San Pietro e Sant'Eufemia di Villanova (ora Abbazia Pisani) ed interseca le vicende dei feudatari imperiali Ezzelini e Camposampiero.

Nel 1444 muore l'Abate Giovanni di Gerardo degli Umiliati, ultimo abate della grandiosa Abbazia Benedettina e con esso termina l'esperienza benedettina e gli edifici sacri passano alla direzione ecclesiastica romana (=al Vescovo, i Benedettini sono un ordine indipendente soggetto solo al Papa) che si preoccupa solamente di nominare un curato in un clima di graduale abbandono. L'Abbazia viene soppressa nel 1772 e le vaste tenute agrarie smembrate.
Anche l'oratorio di San Massimo viene messo all'asta e dopo varie vicissitudini tra nobili veneziani e ricche famiglie del camposampierese, tra le quali i Cosma, viene donato al Civico Ospedale di Camposampiero fino alle privatizzazioni fasciste degli anni venti, ma l'edificio è sempre più in pietoso stato di manutenzione. Per tutto questo periodo il sacro edificio viene rinominato in San Rocco.
Nel 1945 si assiste ad un azzardato tentativo di ricostruzione che ha provocato dannose manomissioni, poi abbandonato in favore della costruzione ex-novo della nuova parrochiale di Borghetto che sorge a poca distanza.

Dal 1988 un comitato pro-oratorio s'incarica della valorizzazione con ricerche storiche, restauro e salvaguardia dell'interessante oratorio, trasformato dal 2003 in museo.
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San Martino di LupariOratorio di San Massimo a Borghetto - X secolo


Borghetto si trova nella zona di confine tra i comuni di Villa del Conte, Santa Giustina in Colle e San Martino di Lupari.
L'oratorio di San Massimo, un tempo oratorio di San Rocco, è stato il centro storico di questa piccola comunità.

Il centro parrochiale di Borghetto è frazione di San Martino di Lupari, ma l'oratorio si trova nel territorio comunale di Villa del Conte (Padova).

Accanto alla chiesetta si trova una buonissima fontana d'acqua di risorgiva.