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Prealpi Trevigiane Bellunesi

Cison di Valmarino, passo San Boldo - prealpi trevigiane-bellunesi, Cesen-Visentin

dorsale prealpina Monte Cesen, Praderadego, San Boldo, Pian de le Femene, Col Visentin
settore centrale : passo Praderadego, passo San Boldo - comuni di Follina, Cison di Valmarino e Trichiana

La lunga dorsale gran parte boscosa e a pascolo, ma con qualche affioramento roccioso, è lo spartiacque tra la Valbelluna e la pedemontana trevigiana con il bacino della Piave ostacolato verso la pianura, nel 'Quartier del Piave', dal Montello. Costringe il grande fiume all'aggiramento completo in una sorta di grande 'U', modellato sul ghiacciaio, ma che in ere geologiche aveva sbocco sul Fadalto.
I valichi principali sono il Praderadego, già frequentato in epoca preistorica vi transitava la strada militare romana 'Claudia Augusta Altinate', il valico pedonale La Scaletta, un tempo importantissimo ora tributario al San Boldo, il valico di San Boldo, già conosciuto in epoca romana, reso carrozzabile per le esigenze della grande guerra con la costruzione della 'Strada dei 100 giorni', e la sella di Pian de le Femene.
L'antichissimo (romano) castello di Cison di Valmarino, ora Castelbrando, si trova opportunamente allo sbocco-confluenza degli itinerari del settore centrale.

gallerie strada dei 100 giorni, passo di San Boldopasso di San Boldo (m. 710)

Arditamente vi transitava un percorso romano, con tanto di torri di vedetta, e la ripida mulattiera, oppressa tra le bancate rocciose, anche dopo la caduta dell'impero è stata via di transito per eserciti, pellegrini e mercanti e, in particolare, per la transumanza tra la Valbelluna e l'alto trevigiano.
In epoca veneziana fu il transito privilegiato dagli 'Zattieri del Piave', scorciatoia di ritorno per l'alto bellunese per i baldanzosi uomini che avevano consegnato a Venezia il legname, dopo la lunga e faticosissima discesa lungo il fiume Piave.

Con l'invenzione dei motori si sentì l'esigenza di rendere 'carrozzabile a motore' l'ardito passaggio, a tal scopo, nel 1914, venne risistemato ed adattato alle nuove esigenze il primo tratto da Tovena. Al progetto non furono estranei intenti preparatori all'offensiva contro gli Imperiali, sfociata nella grande guerra.

Con la ritirata di Caporetto, il bellunese si trovò a far da retrovia all'esercito imperiale impegnato sulla Piave e sul Grappa e la IV Armata AustroUngarica dispose, nel gennaio 1918, la costruzione della strada adatta al traffico pesante per gli intenti offensivi previsti per il giugno 1918 (battaglia del Solstizio).
Circa 7000 operai furono impegnati, vennero scavate le gallerie a tornante ed eretti numerosi alti terrapieni, il tutto nel frenetico tempo messo a disposizione e a memoria del quale venne intitolata "la strada dei 100 giorni".

La strada, ancor oggi, anche percorsa in auto (un tratto a senso unico alternato da semaforo) ma soprattutto se percorsa in bicicletta (fanalerie), è estremamente affascinante e si presenta come un vero e proprio capolavoro di ingegneria stradale militare.

area escursionistica tra Cison di Valmarino, Praderadego e passo San Boldo

Particolarmente piacevoli e panoramicissime le escursioni su questo settore prealpino. La lunga dorsale Cesen-Col Visentin è uno straordinario terrazzo a cavallo tra la pianura, con vista sulla laguna veneta, e le Dolomiti. Vero e proprio 'presidio' medico-psicologico per chi soffre di claustrofobia da città ed allergia a vortici di gente e traffico.

Le escursioni più consigliabili sono il raggiungimento del bivacco Rifugio dei Loff (=lupo o lupi), con con salita a Cima Vallon Scuro e Crodon del Gevero, forcella Foran e Col de Moi ed eventuale traversata a Praderadego, la salita al Loff da Cison di Valmarino, bosco delle Penne Mozze, per il sentiero della Valle del Pissol (cascata) e discesa per il valico La Scaletta, la salita a La Cisa con proseguimento per Pian de le Femene.
Tutta la dorsale è attraversata dall'importante Alta Via Trevigiana o Sentiero Panoramico dal Grappa al Cansiglio.
La zona si presta per numerose escursioni in mountain bike.
dal passo San Boldo al bivacco dei Loff dal passo San Boldo al bivacco del Loff dal passo San Boldo al bivacco del Loff dal passo San Boldo al bivacco del Loff dal passo San Boldo al bivacco del Loff dal passo San Boldo al bivacco del Loff dal passo San Boldo al bivacco del Loff dal passo San Boldo al bivacco del Loff

al bivacco dei Loff (=lupi) sotto il Crodon del Gevero (=lepre) per il sentiero Cai n.991 dal passo di San Boldo

Principale accesso al bivacco, segue il sentiero Cai n.991 che parte dal San Boldo (m.710) all'incrocio del ristorante Laris, dove si trovano i pannelli didattici descrittivi.
Si sale una stradina cementata in moderata salita fino ad un terrazzo prativo al bivio tra malga Campo e malga Favalessa, che si raggiunge sulla destra (m.890). Lungo il percorso interessanti pannelli didattici sugli aspetti naturalistici e la flora del posto. Da qui si dirama anche il sentiero per il valico La Scaletta (n.901) ed il sentiero che scende verso Cison di Valmarino.

Si prende invece il sentiero, verso destra, che compie un ampio giro nel boscoso ripido crinale, per sbucare nella cresta rocciosa nei pressi di un piccolo monumento. Segue un tratto in moderata salita esposto sui dirupati crinali della Valfredda (Cison, bosco delle Penne Mozze), un breve tratto è attrezzato con cordino metallico ma i passaggi non sono difficili e in condizioni normali non serve, essendo il sentiero sufficentemente largo e sicuro. Prestare comunque attenzione e concentrazione.
Raggiunto un importante bivio di sentieri, si prende quello pianeggiante sulla sinistra che in pochi minuti conduce al bivacco. Al centro, invece, per il sentiro in salita per la dorsale si raggiunge il Crodon del Gevero, la cima Vallon Scuro (m.1.286), forcella Foran e la Cima Col dei Moi (m.1.358), massima elevazione del settore tra Praderadego e San Boldo.

dal Bosco delle Penne Mozze al bivacco del Loff per il sentiero della Val Pisol (o Pissol) e discesa per la Scaletta

Interessantissimo anello che conviene affrontare in salita per il sentiero della Val Pissol, dall'omonima cascatella, per poi attraversare lungo il sentiero Cai n.991 al bivacco dei Loff e scendere la crestona rocciosa fino al valico La Scaletta, quindi discesa nel bosco per il sentiero Cai n.987. Un sentiero più diretto, sentiero dell'Asta, affronta direttamente le ripidissime balze rocciose con tratti attrezzati.

Dal parcheggio del Piazzale degli Alpini (m.600 - Cison di Valmarino, al termine della strada della valle del Rujo), salire il ripido sentiero che parte verso sinistra, detto del Pissol. Non presenta difficoltà tecniche, ma diversi tratti sono molto ripidi e faticosi, specie la parte alta, boscosa e con numerosi tornantini. Da ultimo un tratto in moderata pendenza traversa al bivacco dei Loff.
Continuando in direzione del San Boldo (est) si transita per un bivio di sentieri e, dopo un tratto leggermene esposto (vedi sopra) si scende un largo costolone roccioso per raggiungere la boscosa sella de La Scaletta. La discesa è ripida e lunga, ma senza vere difficoltà.
Val Cison bivacco Loff, Cison di Valmarino Val Cison bivacco Loff, Cison di Valmarino Val Cison bivacco Loff, Cison di Valmarino Val Cison bivacco Loff, Cison di Valmarino Val Cison bivacco Loff, Cison di Valmarino Val Cison bivacco Loff, Cison di Valmarino Val Cison bivacco Loff, Cison di Valmarino Val Cison bivacco Loff, Cison di Valmarino Val Cison bivacco Loff, Cison di Valmarino Val Cison bivacco Loff, Cison di Valmarino Val Cison bivacco Loff, Cison di Valmarino Val Cison bivacco Loff, Cison di Valmarino Cesen - Praderadego - Visentin Cesen - Praderadego - Visentin
escursioni a Cison di Valmarino, passo San Boldo e Praderadego, rifugio dei Loff
escursioni a Cison di Valmarino, tra il passo di Praderadego e il passo San Boldo
dal passo San Boldo al bivacco dei Loff
notaè il principale e più facile accesso al bivacco, escursione molto frequentata
parkpasso di San Boldo (ristoro degli alpini) - coord. N.46°00'30.2"  E.12°10'08.7"
motivipaesaggistici, naturalistici
quandopreferibilmente in autunno o in primavera
difficoltàescursionistico (Cai=E), un tratto è in traversata su balze erbose molto ripide, breve cordino d'acciaio, ma con la dovuta attenzione non è difficile
sentieriCai n.991
orientamentofacile per il tracciato principale
lunghezza3,5 km. sola andata + ritorno
dislivello450 metri
quota max1.140 bivacco dei Loff
tempi1:30-2:00 ore, soste escluse
rifugibivacco Loff (m.1.135)(solo ricovero)
bivacco casera Costa Curta
bar/ristoranti vari al passo San Boldo
cartografiaPrealpi Bellunesi e Trevigiane - Casa Editrice LagirAlpina - Fagnana (Ud) 1:25.000
ricognizione26 aprile 2009
traccia Gps dell'escursione e itinerario interattivo con Google/Earth
GoogleEarthper la visualizzazione satellitare interattiva (se non già installato), scarica e apri il file zippato dal download e apri il file .kmz (o.kml)
dal passo San Boldo al Crodon del Gevero Cima Vallon Scuro, forcella Foran, bivacco dei Loff
parkpasso di San Boldo (ristoro degli alpini) - coord. N.46°00'30.2"  E.12°10'08.7"
percorsoSan Boldo, casera Costa Curta, sella Agnellezze, Crodon del Gevero, Cima Vallon Scuro, forcella Foran, bivio Schiaffet, bivacco dei Loff, passo Scaletta, San Boldo
motivipaesaggistici, naturalistici
quandotarda primavera e autunno
difficoltàescursionistico un po' impegnativo (Cai=EE), un tratto erboso esposto e attrezzato sulla salita al Crodon del Gevero, cenge esposte a tratti attrezzate sulla traversata da forcella Foran al bivacco dei Loff
attrezzaturanon serve il set da ferrata, si tratta di brevi cordini che in condizioni normali servono solamente come guida
pericolicime isolate bersagliate dai temporali estivi, cenge erbose esposte sconsigliabili con neve ghiaccio o condizioni meteo sfavorevoli
sentierin.2, TV1, Cai n.991
orientamentofacile, da forcella Foran ai vari bivi tenere sempre il sentiero di traversata più alto senza scendere
lunghezza11 km. l'anello completo
dislivello700 metri
quotemin.m.700 passo San Boldo - max.m.1.287 Cima Vallon Scuro
tempi3:00-4:00 ore, soste escluse
rifugibivacco Loff (m.1.135)(solo ricovero) - coord. N.46°00'04.5"  E.12°08'54.9"
ciaspolesconsigliabile per bassa quota, esposizione sud con traversate su cenge erbose ripidissime ed esposte
nordic walking non adatto
jogging/runningparzialmente adatto, molto impegnativo
mountain bikeno
cartografiaPrealpi Bellunesi e Trevigiane - Casa Editrice LagirAlpina - Fagnana (Ud) 1:25.000
ricognizione21 maggio 2011
vediescursione San Boldo, Costa Curta, Crodon del Gevero, cima Vallon Scuro, forcella Foran, rifugio Loff
traccia Gps dell'escursione e itinerario interattivo con Google/Earth
GoogleEarthper la visualizzazione satellitare interattiva (se non già installato), scarica e apri il file zippato dal download e apri il file .kmz (o.kml)
vediescursione San Boldo, Costa Curta, Crodon del Gevero, cima Vallon Scuro, forcella Foran, rifugio Loff
da Cison di Valmarino al bivacco dei Loff
parkpiazzale degli Alpini (m.600), bosco Penne Mozze - coord. N.45°59'19.90"  E.12°09'03.00"
motivipaesaggistici, naturalistici
quandopreferibilmente in autunno o in primavera
difficoltàescursionistico (Cai=E), un tratto è in traversata su balze erbose molto ripide, breve cordino d'acciaio, ma con la dovuta attenzione non è difficile
sentieriCai n.991 e n.987
orientamentofacile per il tracciato principale
lunghezza
dislivello800 metri
quota max1.140 bivacco dei Loff
tempi2:00-2:30 ore per il Loff - 1:30 ore per la discesa
rifugibivacco Loff (solo ricovero)
cartografiaPrealpi Bellunesi e Trevigiane - Casa Editrice LagirAlpina - Fagnana (Ud) 1:25.000
escursioni a Cison di Valmarino, passo San Boldo e Praderadego, rifugio dei Loff escursioni a Cison di Valmarino, passo San Boldo e Praderadego, rifugio dei Loff