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Montebello Vicentino

Montebello Vicentino - valle dell'Agno-Chiampo-Guà

Sentiero 'Mario Filotto' - Cai di Montebello


Interessante passeggiata che collega il centro di Montebello, proprio ai piedi del colle del Castello dei Maltraverso, con la minuscola frazione di Agugliana, sul culmine della dorsale collinare.

E' un percorso a carattere turistico su stradine asfaltate ma dal traffico inesistente e mulattiere di collegamento interpoderali in mezzo a splendide estensioni di vigneti.
La sola andata si sviluppa in circa 6 chilometri ed un dislivello di circa 300 metri e si può effettuare in un paio d'ore. Più velocemente il ritorno, prevalentemente in discesa.
E' una escursione interessante ed appagante da percorrere preferibilmente in autunno e buona per tutto l'inverno fino a primavera inoltrata.

Il percorso è del tutto evidente e tabellato a cura del Cai di Montebello. Il primo segnale si trova proprio a fianco del Municipio ed indica la salita verso il Castello.
Successivamente si attraversa la contrada Ca' del Lupo con belle visioni sul sottostante paesino di Zermeghedo, ma anche è occasione di riflessione per la vista sulla vasta piana del fiume Guà verso Arzignano, fittamente riempita di capannoni industriali.
Pesa il contrasto tra la civiltà dell'industrializzazione e gli aspetti naturalistici ed agricoli dei colli a vocazione vitivinicola completamente trasformati e valorizzati dal lavoro contadino.

Attraversata la strada di collegamento tra Selva e Montorso, si passa in mezzo a bei filari di viti.
Giunti al cimitero di Zermeghedo una mulattiera sale più decisamente verso la sommità del panoramico colle di Agugliana, un agglomerato di poche case ed una vecchia chiesa.
In questo tratto, rinselvatichito dalla vegetazione, si possono osservare affioramenti della roccia vulcanica che forma questa dorsale collinare.

Si può anche proseguire ulteriormente verso Gambellara e percorrere il sentiero, in parte attrezzato, dedicato ad Antonio Ponato.
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Il castello di Montebello o Castello dei Maltraverso


L'Imperatore Federico I di Germania dona ad Alberto Maltraverso, nel 1154, il castello sul colle di Montebello e lo investe del titolo di Conte.
Questo il primo documento certo sull'esistenza di una roccaforte su quel colle che si protende a dominare la ricca pianura sul confine tra Vicenza e Verona, passo obbligato tra le ultime propaggini lessine e la catena dei Monti Berici.
Verosimilmente la fortezza doveva esistere già da molto tempo, e la stessa investitura imperiale potrebbe riferirisi ad una sanatoria 'di fatto' della situazione o un innalzamento di rango della ricca famiglia dei Maltraverso.
Nel territorio di Montebello sono stati rinvenuti notevoli reperti risalenti all'età romana ed anche pre-romana, a testimonianza dell'importanza di quel comodo osservatorio sulla grande via di comunicazione quale fu la strada Postumia, tra Verona e Vicenza.

Il castello divenne un importantissimo luogo strategico durante le lotte tra le signorie medioevali.
Poco lontano, e a collegamento ottico, si trovano i castelli della Villa e di Bellaguardia (Castelli di Giulietta e Romeo a Montecchio Maggiore) e la Rocca di Brendola.
Verso Verona il non lontano ricco castello di Gambellara, ma la straordinaria concentrazione di castelli dell'area è affermata anche con i castelli di Montorso e di Arzignano.
Le sorti e la storia di questo gruppo di castelli è pressoché simile e gli avvenimenti si possono riferire, indistintamente, ora ad uno ora all'altro.
I dintorni subirono le scorribande delle agguerrite truppe di Ezzelino III da Romano, che nell'occasione assediò e distrusse il castello di Gambellara e quello di Montorso.

Nel XIII secolo il castello è tenuto di Carraresi, signoria padovana, ma il borgo ed il castello stesso vennero assediati e saccheggiati più volte dai veronesi.
Nel 1313 il castello passa a Cangrande della Scala che s'impegna in un radicale restauro e rinforzo.
Per breve tempo tutto il territorio, e quindi anche il castello di Montebello, è in mano alla signoria milanese dei Visconti.

E' infine la volta del veneziani che dal 1400 riuniscono tutto il territorio veneto di terraferma nello 'stato da tera'.
Il castello perde l'importanza strategica e, nei primi anni del cinquecento durante la guerra contro la Lega di Cambrai, viene smantellato quale fortezza militare nel tentativo di non offrire appoggi logistici agli invasori.
E' la stessa sorte che tocca alla vicina Rocca di Brendola.

Successivamente il manufatto venne ceduto a privati e trasformato in prestigiosa residenza signorile.
Ai suoi piedi, nel 1796, si tennero sanguinosi episodi tra l'esercito napoleonico e truppe austriache.

Attualmente il castello non è visitabile e di proprietà privata.
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